Mercato libero: come è cambiato il mondo dell’ energia.

Che cos’è cambiato in questi vent’anni? La differenza più evidente è la scomparsa del monopolio assoluto.

L’elettricità era un’esclusiva dell’Enel, ente di Stato dal 1962, e l’Enel aveva il divieto di avere qualsiasi attività estera. Oggi l’Enel è ancora il primo produttore di corrente ma con appena il 20,5% della produzione, seguita da Eni ed Edison. Le centrali e i clienti che l’Enel ha perso in Italia si sono moltiplicati all’estero: ha impianti per 84mila megawatt e 64 milioni di clienti disseminati in 37 Paesi.

Sono state smantellate le vecchie grandi centrali a petrolio degli anni 70; oggi si produce corrente con il metano e con le rinnovabili. Resistono, ma con un impegno all’uscita di scena, i colossi a carbone come Brindisi Sud-Cerano o Civitavecchia. Nel 2017 in Italia erano stati prodotti 209,5 miliardi di chilowattora termoelettrici, 38 miliardi idroelettrici, 24,4 miliardi dal sole, 17,7 miliardi dal vento e 6 miliardi di chilowattora con le centrali geotermiche che estraggono l’energia dal sottosuolo.

L’energia è libera da vent’anni: il ritratto di un mondo cambiato

di Jacopo Giliberto 4′ di lettura C’era il contatore di bachelite nera con la cupoletta di plastica trasparente dentro il quale girava un disco. Sulla verticale delle centrali colossali dell’Enel, a qualche migliaio di metri di quota, il cielo si tingeva di rosa sulfureo.

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