Pubblicità, Profilazione e Privacy su Facebook: come funzionano

Per costruire una consapevolezza rispetto al modo in cui le piattaforme digitali e gli inserzionisti possono usare i nostri dati c’è un solo modo: usare quelle piattaforme e spiegarne nel dettaglio il funzionamento.
Non serve a nulla essere apocalittici e non serve a nulla essere tecnottimisti. Bisogna essere semplicemente realisti.
Per questo motivo, qui spieghiamo, dal punto di vista di una persona che usa Facebook, il modo in cui vengono erogate le inserzioni pubblicitarie su Facebook stesso e i segnali che lasciamo spontaneamente e che Facebook utilizza e concede agli inserzionisti.
A differenza della maggior parte delle pubblicità da cui vieni raggiunto, se ne sei consapevole puoi avere un buon controllo sulle inserzioni che Facebook ti propone.

Come faccio a riconoscere un’inserzione su Facebook?

Appaiono in diverse posizioni quando entri in Facebook. Le più simili a post o condivisioni di amici e pagine sono quelle che appaiono nel tuo feed, ovvero nella sezione notizie, cioè, per spiegarmi ancora meglio, nella pagina che ti si apre quando ti colleghi a Facebook. C’è scritto sponsorizzata.

Puoi trovare altre sponsorizzazioni nella colonna destra quando navighi da desktop.

Se usi Messenger, cioè l’applicazione-chat di Facebook, possono apparirti promozioni dentro alla chat.

Come faccio a sapere perché vedo una sponsorizzazione?

Nelle inserzioni che appaiono nel news feed, in alto a destra, vedi tre pallini. Ci clicchi (o fai tap) e si apre una finestra a tendina dove puoi scegliere Perché visualizzo questa inserzione. Puoi anche nascondere l’inserzione o segnalarla se è offensiva o inappropriata, ma questo, ora, non ci interessa. Quando clicchi si apre questa finestra, che ti spiega che tipo pubblico vuole raggiungere l’inserzionista.

In questo caso, per esempio, l’inserzionista ha scelto di raggiungere persone simili ai suoi clienti.

Che cosa vuol dire? Facebook ti dà la possibilità di cliccare su Scopri di più per scoprirlo.

Se ci clicchi puoi leggere che cos’ è un pubblico simile (o sosia) dal punto di vista dell’inserzionista.
Per farla breve e spiegartelo dal tuo: Facebook individua le caratteristiche comuni di un gruppo di persone che gli indica l’inserzionista (ad esempio: chi visita un sito, chi usa una app, un elenco di mail e via dicendo).
Poi individua altre persone con caratteristiche comuni al gruppo di cui sopra e consente all’inserzionista di erogare la propria pubblicità a quelle persone.
Inoltre, in questo caso l’inserzionista aveva selezionato un pubblico compreso fra i 22 anni e i 55 anni che vive in Italia.

Cosa posso fare se non mi interessa quell’inserzionista?

Clicchi in alto a destra su “Opzioni” e scegli “Nascondi”.

Posso sapere altro su come funzionano le inserzioni su Facebook?

Per esempio, puoi cliccare su Informazioni sulle inserzioni di Facebook.

Come posso verificare quali miei comportamenti influenzano le inserzioni che vedo?

Per sapere cosa influenza le inserzioni che vedi puoi cliccare sulle preferenze relative alle inserzioni.
Trovi il link nella medesima schermata che ti spiega perché visualizzi un’inserzione.

Se clicchi, atterri su una pagina che si chiama, appunto Le tue preferenze relative alle inserzioni.
Troverai una serie di interessi divisi per categoria.

Per ciascuno di questi interessi vedrai un logo o icona, se disponibile, e avrai la possibilità di rimuovere la tua preferenza. Potenzialmente puoi rimuovere tutto ciò che trovi in questa sezione. Per esempio, qui vedi che ricevo pubblicità di Mailchimp, che è un software e una app che utilizzo.

Se clicco sulla X posso rimuovere la preferenza.

Sotto questa sezione trovi Le tue informazioni, in due tab distinte: “Su di te” e “Le tue categorie”. Le prime sono informazioni che hai comunicato volontariamente a Facebook (tipo il tuo datore di lavoro, la tua situazione sentimentale, la tua istruzione…). Puoi impedire in qualunque momento di ricevere inserzioni associate a queste tue caratteristiche, semplicemente spegnendole, come ho fatto qui sotto.

La sezione Le tue categorie, invece, rappresenta una serie di categorie alle quali Facebook ti aggiunge automaticamente, sulla base di like, cose che scrivi, contenuti con i quali interagisci e simili. Anche qui, puoi rimuovere tutte le categorie, se lo desideri. O mentire a Facebook. Per esempio, sul mio profilo io ho dichiarato di vivere a “Nowhere (Oklahoma)” e infatti Facebook mi categorizza fra gli Espatriati (Stati Uniti).

Più sotto trovi le inserzioni con le quali hai interagito.

Ci sono, poi, altre impostazioni delle inserzioni. Io ho scelto di non vederne sulla base dei siti che utilizzo fuori da Facebook, per esempio. E non desidero che altri possano vedere le mie interazioni con le inserzioni.

Infine, posso nascondere determinati argomenti per un certo periodo di tempo o per sempre.

E posso anche suggerire determinati argomenti sensibili che non voglio vedere nelle inserzioni.

Ha senso nascondere tutto e mentire a Facebook?

Dipende da te. A me non dispiace, sapendo di averne il controllo – per quanto possibile, ovvio –, ricevere sponsorizzazioni che possono interessarmi e dunque educo l’algoritmo, sia con le condivisioni organiche (scelgo di non visualizzare più quelle che proprio non mi interessano) sia con quelle a pagamento.
Ma se vuoi puoi nascondere tutto e fingere di essere qualcun altro, limitare le tue interazioni o addirittura non usare la piattaforma, se la cosa ti fa stare meglio (nel caso, ricordati che sono di Facebook anche Instagram e Whatsapp).


ARTICOLO ORIGINALE QUI:

Le inserzioni su Facebook, il tracciamento e i tuoi dati

Per costruire una consapevolezza rispetto al modo in cui le piattaforme digitali e gli inserzionisti possono usare i nostri dati c’è un solo modo: usare quelle piattaforme e spiegarne nel dettaglio il funzionamento. Non serve a nulla essere apocalittici e non serve a nulla essere tecnottimisti. Bisogna essere semplicemente realisti.

 

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