Cambridge Analytica, Zuckerberg ammette responsabilità.

La versione di Mark Zuckerberg su Cambridge Analytica – Il Post

Mark Zuckerberg ha affrontato per la prima volta pubblicamente il caso di Cambridge Analytica, pubblicando nella serata di mercoledì un lungo post sul suo profilo Facebook. Nel messaggio, indirizzato a tutti gli iscritti al social network, ha ammesso di avere “commesso degli errori” e che “c’è ancora molto lavoro da fare, e dobbiamo migliorare il modo in cui lo facciamo”.

Ed eccole le cose da fare secondo Zuckerberg, pubblicate da Facebook sul suo blog. Sei punti, sei promesse per riconquistare la fiducia dei propri iscritti.
Controllare la nostra piattaforma. Rivedremo tutte le applicazioni che hanno avuto accesso a una grande quantità di dati, e revisione di quelle con attività sospetta. Se troviamo sviluppatori che hanno abusato delle informazioni di identificazione personale, saranno banditi.
Informare le persone sull’uso improprio dei dati. Informeremo le persone delle app che hanno abusato dei loro dati. Quando rimuoveremo un’app per abuso di dati, informeremo tutti coloro che l’hanno usata.
Disattivare l’accesso per le applicazioni inutilizzate. Se qualcuno non ha utilizzato un’applicazione negli ultimi tre mesi, interromperemo l’accesso dell’applicazione alle sue informazioni.
Limitare i dati forniti quando un’app si collega a Facebook. Stiamo cambiando il nostro login, in modo che nella prossima versione, ridurremo i dati che un’applicazione può richiedere per includere solo nome, foto del profilo e indirizzo e-mail. Per richiedere altri dati sarà obbligatoria la nostra approvazione.
Incoraggiare le persone a gestire le app che utilizzano. Già mostriamo alle persone a quali applicazioni sono connessi i loro account e controlliamo quali dati hanno permesso a tali applicazioni di utilizzare. In futuro, faremo in modo che queste scelte siano più facili da gestire.
Premiare le persone che trovano vulnerabilità. Anche le persone potranno segnalarci eventuali abusi dei dati da parte degli sviluppatori di applicazioni”.

 

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *